Crownlan RED

Valori costituzionali e neocostituzionalismo

Diritti e valori: i valori costituzionali e il neocostituzionalismo

Nel Settecento e Ottocento le grandi codificazioni del diritto sembravano risolvere per sempre il problema del diritto naturale, in quanto i giuristi si sarebbero occupati solo del diritto scritto e non dei valori.

In effetti, soprattutto in campi come il diritto penale, non effettuare una distinzione tra valori e norme porterebbe a conseguenze gravi e lo stesso avverrebbe ritenendo “naturali” le idee condivise dalla maggioranza affidandosi a ideologie reazionarie.

Nonostante questa presa di posizione non è possibile tracciare una netta distinzione tra diritto e morale in quanto anche il giudice per applicare le leggi le deve reinterpretare in base alla realtà storica e lo stesso legislatore si trova nella situazione di dover spesso trasformare valori morali in norme. Questo processo, che prende il nome di positivizzazione è evidente in molte delle Costituzioni dei paesi democratici, inclusa quella italiana.

Soprattutto dopo il dramma dell’Olocausto ritornò attuale il concetto di diritto giusto.

La “formula di Radbruch” riportò inoltre l’attenzione sul fatto che fosse obbligatorio obbedire alla legge, ma fosse altrettanto obbligatorio disobbedirvi nel momento in cui questa entrava in palese conflitto con il “senso di giustizia”.

Si riprese inoltre il concetto di “Stato di giustizia”, in grado di tutelare la persona e i suoi diritti.

Alcune correnti cercarono di superare gli antichi contrasti fra giusnaturalismo e positivismo, altre come il Neocostituzionalismo presero invece le distanze dal positivismo.

 

Il Neocostituzionalismo

Secondo il Neocostituzionalismo l’ordinamento giuridico incorpora principi e valori etico-politici (vedi I diritti presi sul serio di R. Dworkin).

Questi valori e principi legittimano l’ordinamento non solo dall’esterno e da un punto di vista politico e morale, ma diventano vere e proprie norme, come nelle Costituzioni dove vengono ricordati in modo esplicito.

Valori costituzionali come la democrazia, la tutela dei diritti fondamentali e la legalità sono percepiti come parametri fondamentali per legittimare l’ordinamento alla base del quale sembra esserci una sorta di ordine morale.

Inoltre questi principi costituzionali supremi su cui si fonda anche la nostra Costituzione, oltre a vincolare il legislatore nel rispetto della forma e della sostanza, non sono modificabili e non sono soggetti a revisione.

 

 

Queste posizioni intermedie fra giuspositivismo e giusnaturalismo si sono affermate con il passaggio da “Stato di diritto” a “Stato costituzionale di diritto”, mentre i principi costituzionali sono entrati di diritto fra le norme effettive dell’ordinamento per il sistema giudiziario.

 

Per maggiori approfondimenti si consiglia la lettura di Introduzione storica ai diritti umani di Giliberti Giuseppe, Ed. Giappichelli. Il libro è disponibile anche usato a prezzo ridotto qui