La Società delle Nazioni
Secondo un’idea di Kant la pace nel mondo sarebbe stata assicurata solo attraverso la realizzazione di un diritto cosmopolitico e una lega internazionale di Stati che, pur mantenendo la propria sovranità, si sarebbero sottoposti al controllo di un organo federale.
Il concetto di base era l’ospitalità universale e la possibilità per ciascuno di recarsi all’estero godendo di questo diritto
Gli stati della lega inoltre dovevano essere fondati su una Costituzione Repubblicana, poiché essendo il popolo a decidere non vi sarebbero stati interessi per una guerra.
La visione di Kant prevedeva quindi un nuovo diritto non più solo internazionale ma transnazionale.
La nascita della Società delle Nazioni
Con la fine della Prima Guerra Mondiale i tempi per realizzare l’idea kantiana sembravano maturi al punto che nel 1918 il presidente americano Wilson con un programma di 14 punti propose di costituire una Società delle Nazioni.
Gli scopi di questo nuovo organismo erano:
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regolare i conflitti tra Stati in modo pacifico punendo con sanzioni collettive gli atti di aggressione
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creare un mercato internazionale libero
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riconoscere il diritto all’autodeterminazione dei popoli (ottenere indipendenza)
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proteggere le minoranze, gli apolidi (Passaporto Nansen) e i rifugiati
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tutelare la popolazione delle colonie
Il Patto con cui venne istituita la Società delle Nazioni, la cui sede si trovava a Ginevra, fu incluso nel Trattato di Versailles del 1919. Sia USA che Russia proposero inoltre che, a seguito dello scioglimento degli imperi, le nuove destinazioni territoriali rispettassero la lingua, la cultura e la religione dei popoli che vi abitavano.
Il Trattato di Versailles fu anche l’occasione per istituire l’Organizzazione Internazionale del Lavoro che rappresentava i governi, i sindacati e le organizzazioni imprenditoriali al fine di proporre leggi a tutela del lavoro dipendente e valutare i rapporti sulle condizioni dei lavoratori forniti dai diversi Stati. Questa organizzazione confluì poi nell’ONU continuando a svolgere un’attività fondamentale per il riconoscimento dei diritti economici e sociali e ancora oggi il motto è “Promoting Jobs, protecting People”. Vedi sito ILO qui
Nel 1928 con un ulteriore Patto denominato Brian-Kellog 63 Stati rinunciarono al ricorso alla guerra per la risoluzione delle controversie internazionali.
Inefficacia della Società delle Nazioni
In questo periodo venne anche istituita una Corte Permanente di Giustizia Internazionale (sostituita dal 1946 dalla Corte Internazionale di Giustizia) per le controversie tra Stati, ma né questa né la Società delle Nazioni Unite furono mai all’altezza delle aspettative e dei compiti prefissati, primo fra tutti impedire la guerra ritenendola un crimine internazionale.
Non solo infatti il parlamento americano non aderì mai alla Società delle Nazioni indebolendone fortemente l’immagine, ma le sanzioni stabilite contro alcuni Stati, inclusa l’Italia dopo l’invasione dell’Etiopia, risultarono per la maggior parte inefficaci. A maggior ragione, gli interventi contro gli Stati che disobbedivano ai principi condivisi necessitavano un’approvazione unanime cosa che non si verificò e i diversi governi, alcuni ancora impegnati in attività coloniali, non furono in grado di trovare un ideale umanitario di base come ad esempio l’uguaglianza fra i popoli proposta dal Giappone.
La Società delle Nazioni fu estinta nel 1946 lasciando il posto dal 1945 alle Nazioni Unite.
Per maggiori approfondimenti si consiglia la lettura di Introduzione storica ai diritti umani di Giliberti Giuseppe, Ed. Giappichelli. Il libro è disponibile anche usato a prezzo ridotto qui

