La monarchia etrusca, la formazione della città-Stato e l’imperium.
Con l’espansione degli etruschi, i conflitti con i Quiriti e l’avvento della monarchia etrusca intorno alla metà del VII° secolo, Roma da semplice aggregato di villaggi divenne urbs, un centro abitato in pieno sviluppo demografico, con un territorio definito da un confine sacro (il pomerium, con funzione politica, giuridica e religiosa) e traffici economici e commerciali con altre realtà come la Magna Grecia e la Toscana. Da questa regione arrivarono anche molti etruschi che influenzarono ulteriormente le attività artigianali.
Nelle campagne invece si iniziarono a coltivare nuove colture con tecniche più avanzate che favorirono il diffondersi della proprietà privata. Tutti questi cambiamenti misero in discussione il potere gentilizio, ma fu soprattutto l’avvento di re etruschi più potenti dal punto di vista politico e militare a cambiare l’assetto della società.
I re etruschi e l’imperium
Il re etrusco deteneva l’imperium, un potere coercitivo illimitato che verrà ripreso anche da alcune magistrature in epoca repubblicana, emanava direttive e imponeva sanzioni, conduceva l’esercito e poteva convocare le assemblee e il Senato, impartendo ordini. I simboli di questo potere erano il fascio littorio, il manto di porpora, lo scettro con l’aquila, la sella curulis e lo sgabello d’avorio utilizzato per gli spostamenti.
Nemmeno il potere del re etrusco era originario o ereditario, infatti si configurava come “il re dei Romani” e andava ad amministrare una comunità con delle leggi proprie, autorità e usanze, non una aggregazione da lui creata.
Il primo re etrusco, secondo la tradizione, fu Tarquinio Prisco che diede grande sviluppo a Roma, facendo costruire il tempio della triade capitolina e promuovendo la bonifica del Foro. Una versione storica vuole che Tarquinio Prisco venne assassinato e il suo successore fu il prigioniero latino Servio Tullio. Ma quest’ultimo potrebbe essere stato anche un avventuriero, andato al potere con la forza, oppure il periodo potrebbe essere stato caratterizzato da colpi di stato, lotte tra etruschi e indigeni e ancora da una forte contrapposizione tra l’aristocrazia gentilizia e il potere del rex per questo più vicino alla plebe.
Ad ogni modo, Servio Tullio era uno del popolo, quindi governò supportato dagli strati inferiori della popolazione, contro l’aristocrazia. Servio Tullio infatti si fece eleggere dal popolo e non dai patres. Creò l’assemblea centuriata e riformò l’esercito, la sua figura era quasi quella di un tiranno, un monarca assoluto che aveva preso il potere con la forza e per legittimarlo lo rivestiva di caratteri più religiosi.
Servio Tullio venne poi ucciso dall’ultimo re, Tarquinio il Superbo che proseguì nell’opera anti-patrizia e portò Roma verso successi militari e diplomatici.
Contro il suo potere tirannico e irrispettoso delle consuetudini ci fu quindi una rivolta che portò ad un regime pluralistico di tipo repubblicano.
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