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Magistrature minori nella Roma Repubblicana

Magistrature minori e plebee: gli edili curuli, i questori, i tribuni e gli edili plebei.

Accanto alle magistrature maggiori nella Roma dell’età Repubblicana si trovavano una serie di magistrature minori, come gli edili curuli e i questori, e altre magistrature plebee, quali tribuni ed edili della plebe, accettate come tali dopo l’integrazione di patrizi e plebei a seguito delle Leggi Liciniae Sextie.




 

Gli edili curuli

Questa magistratura nacque con le leggi Liciniae Sextie (367 a.C.)

– Simili agli edili plebei ma dotati di potere giurisdizionale

– Sorvegliavano i mercati, l’approvvigionamento alimentare, i giochi pubblici, la viabilità e l’edilizia pubblica (es. i templi)

– Come i pretori presiedevano alle liti fra privati ma solo per controversie relative al controllo dei mercati

– Emanavano editti per quanto riguarda i mercati

 

I questori

– Venivano in principio eletti dal re (questores parricidii) ed erano a lui subordinati, poi furono eletti dai consoli

– Con l’affidamento della custodia dell’Erario diventarono una magistratura vera e propria

– Inizialmente erano 2, poi 4 per aiutare i consoli in guerra e amministrare i fondi fino ad arrivare a 20 con Silla e 40 con Cesare

 
 

I tribuni

– Erano eletti solo dai plebei e avevano il compito di difendere gli interessi della plebe

– Avevano l’ius agendi cum plebe (potere di presiedere assemblee politiche plebee)

– Potevano convocare e presiedere il Senato

– La loro funzione era quella di aiutare il singolo e allo stesso tempo esercitare un blocco sulle decisioni dei magistrati (meno quelle dei censori) che potessero ledere gli interessi della classe plebea (intercessio)

– Potevano impedire la presentazione delle proposte dei magistrati

– Non potevano però bloccare le leggi comiziali perché valide per tutto il popolo

– Potevano fermare i processi ma non le decisioni dei giudici privati

– La loro giurisdizione criminale era sottoposta al ricorso al popolo

 

Gli edili plebei

– Avevano funzioni prettamente amministrative

– Erano votati solamente dalla plebe, mentre gli edili curuli patrizi erano eletti da tutto il popolo

 
 

I ventisei – vigintisexviri

– Erano una serie di magistrature inferiori anche al di sotto del cursus honorum

– Fra questi troviamo i decemviri litibus iudicandis per i processi di libertà e il coordinamento del tribunale centumvirale (per le eredità)

– Vi facevano parte anche i tresviri capitales per le sentenze di morte, il controllo delle carceri e la polizia notturna

– Erano nominati dal pretore e in seguito dai comizi tribuni

 

Per maggiori approfondimenti si consiglia la lettura di Elementi di storia del diritto romano di Giliberti Giuseppe, Ed. Giappichelli, il libro è disponibile anche usato qui.