Le magistrature maggiori nella Roma Repubblicana: i consoli, il dittatore, i censori, il pretore
I magistrati in età Repubblicana erano suddivisi secondo un sistema di magistrature e inquadrati in diverse categorie, prime fra tutte le maggiori e le minori. Le magistrature maggiori, come consoli, dittatore, censori e pretore, prevalevano sulle altre magistrature.
I consoli in età Repubblicana
– Si trovavano al vertice dello Stato
– Avevano pari potestà ed erano dotati di imperium supremo
– Potevano impedire a tutti i magistrati di convocare assemblee e fare discorsi politici
– Erano una magistratura maggiore, curule, cum imperio, ordinaria e permanente
– Venivano eletti ogni anno dai comizi centuriati, l’assemblea popolare maggiore
– Erano eponimi (identificavano l’anno con il loro nome)
– Se uno dei due veniva a mancare era sostituito da un consul suffectus che rimaneva in carica fino allo scadere del mandato
Funzioni dei consoli:
– Convocavano e presiedevano le assemblee popolari e il Senato
– Presentavano proposte di legge e candidature
– Esercitavano dei poteri politici e militari in quanto dotati di imperium
– Nonostante potessero imporsi sul Senato quest’organo era incaricato di approvare le loro spese quindi di fatto ne dipendevano.
La figura del dictator
– Magistratura suprema straordinaria (magister populi – si ispira al re)
– Veniva designato da uno dei consoli su approvazione del Senato in caso di pericolo interno o esterno allo Stato
– Durava in carica al massimo 6 mesi
– Poteva essere chiamato anche per un singolo atto grazie alla sua competenza (es. rito religioso, assemblea)
– Era l’unico dotato di imperium militiae anche nel pomerio e l’unico a non subire il potere di veto dei tribuni
– Assumeva i poteri dei consoli che rimanevano sospesi
– Una volta in carica nominava un suo subordinato, il magister equitum
– Questa magistratura venne abolita da Antonio nel 44 a.C.
I censori in età Repubblicana
– La funzione dei censori si sviluppò prima all’interno del tribunato militare
– Ogni 5 anni procedeva al censimento dei cittadini
– Vista la grande importanza politica di questa magistratura, potevano accedervi solo gli ex-consoli e gli ex-dittatori
– Si trattava di una magistratura ordinaria ma non permanente, in quanto rimaneva in carica al massimo 18 mesi
– Nonostante non fosse dotata di imperium non subiva la potestà delle altre magistrature né il potere di veto dei tribuni
– Controllavano anche i costumi e potevano emanare una nota censoria con conseguenze come l’infamia, il declassamento e l’espulsione dallo Stato
– I censori erano responsabili della locazione dell’ager publicus
– Dopo il plebiscito Ovinio ebbero la possibilità di scegliere i membri del Senato
Il pretore urbano e il pretor peregrinus
– Era una magistratura monocratica dotata di imperium
– Nonostante potesse condurre l’esercito, questa magistratura si occupava soprattutto di esercitare il potere giurisdizionale in campo civile (controversie tra privati)
– Si assicurava che le liti procedessero in base alle regole stabilite
– Dopo aver ascoltato le parti le consegnava ad un cittadino privato che faceva da giudice
– Era dotato del potere di emanare editti (ius dicendi) per informare la cittadinanza dei criteri sui cui si baserà per fare giustizia
– Veniva eletto dai comizi centuriati
– Era dotato di ius agendi cum populo (poteva presentare proposte di legge) e cum Senatu
– Dal 242 a.C. venne istituito un secondo pretore per le controversie fra cittadini romani e stranieri oppure tra stranieri (es. commercianti). Si istituirono quindi un praetor peregrinus e uno urbanus.
– Venivano anche inviati a governare le provincie e sotto Silla divennero 8
– Venne loro affidata anche la presidenza delle giurie criminali
Per maggiori approfondimenti si consiglia la lettura di Elementi di storia del diritto romano di Giliberti Giuseppe, Ed. Giappichelli, il libro è disponibile anche usato qui.