La tarda Repubblica: conflitti sociali e lotte politiche nel II secolo

 

Dalla metà del II secolo a.C. fino alla nascita del Principato la società romana visse un momento di grandi lotte sociali che portarono alla fine delle istituzioni nate con le Leggi Liciniae del 367 a.C.




 

Fino a quel momento il patto tacito fra nobilitas e plebe per sostenere la struttura repubblicana aveva permesso a Roma di espandersi in tutto il Mediterraneo. Le guerre avevano rafforzato i ceti medi agricoli a cui veniva assegnato l’ager publicus, ma dal III secolo alcuni conflitti come quello contro Annibale e la concorrenza delle province avevano indebitato e messo a dura prova i contadini soldati.

Roma era ormai una città sovrappopolata dalla plebe urbana e dagli ex contadini, mentre nelle campagne i contadini liberi erano diventati progressivamente servi della nobilitas.

Una delle prime conseguenze di questo scenario fu la sostituzione del lavoro libero con quello servile in tutta la vita produttiva e il dilagare di una massa di schiavi impiegati nei campi. Questo portò ad un problema nuovo per la classe politica romana che, rispetto ai Greci, era incapace di controllare gli schiavi che nelle grandi fattorie superavano per numero la popolazione libera.

Questi schiavi provenivano per la maggior parte dalla stessa terra (Siria) e questo permise loro di organizzarsi facilmente e di ribellarsi contro i latifondisti siciliani. La prima rivolta fu quella del 135 a.C., seguita da una ribellione ancora più cruenta nel 104 a.C.

Contribuì poi a gettare nel panico la classe possidente la rivolta dei gladiatori, degli schiavi e dei liberi asserviti per debiti del 73 a.C. che lanciò un vero e proprio segnale di allarme.

 

La società romana non sembrava pronta a questo tipo di eventi. Sopra la massa plebea le poche potenti famiglie dei cavalieri e della nobilitas si erano concentrate fino a quel momento sullo sfruttamento delle province e sull’apertura di nuovi mercati.

Queste due classi dirigenti non volevano certamente perdere i privilegi acquisiti nel tempo e proprio in questo periodo si verificò una progressiva spartizione dei poteri: alla nobilitas la proprietà terriera e il potere politico, mentre agli equites gli affari mobiliari e, con Caio Gracco, la giustizia penale.

    La necessità di ridare ordine alla società e dignità ai contadini portò all’emergere del movimento graccano che caratterizzò le fasi che dalla tarda Repubblica portarono al Principato.

    Per maggiori approfondimenti si consiglia la lettura di Elementi di storia del diritto romano di Giliberti Giuseppe, Ed. Giappichelli.

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