La positivizzazione dei diritti fondamentali: la Magna Charta
Nel percorso alla scoperta delle origini del diritto naturale e dei diritti umani la Magna Charta Libertatum Ecclesiae et Regni Angliae del 1215 è considerata un pilastro fondamentale e un modello di costituzionalismo sia per l’Europa che per l’America, così come un’antenata della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
La società del tempo e la Cristianità vedevano due poteri dominanti: da una parte il Papa e dall’altra l’Imperatore. Ogni monarchia aveva sotto di sé una gerarchia feudale di nobili. Il rapporto che legava ognuno al proprio superiore era un accordo che prevedeva obblighi e diritti. Qualora il superiore fosse venuto meno agli impegni presi o avesse attentato alla vita, all’onore e alla libertà del sottoposto il rapporto non sarebbe stato più valido.
Nella scala gerarchica ognuno aveva una dignità e una condizione differente in base al ruolo. Non vi era quindi una libertà in senso universale, ma delle libertà e dei privilegi concessi dalle autorità a determinati individui.
La concessione di privilegi e libertà
La Magna Charta è stata una particolare concessione che Giovanni Senza Terra fece ai baroni inglesi ribellatisi al potere, più volte rivista poi negli anni successivi. I Lord, la Chiesa e i borghesi londinesi potevano così godere di particolari privilegi e libertà relativamente al possesso di beni, alle tasse e alla libertà personale.
Alcune libertà venivano estese anche agli uomini liberi, come ad esempio la proporzionalità della pena a seconda del reato commesso, la possibilità di essere giudicato da un tribunale di pari e il divieto di detenzione inguistificata. Anche l’attività del re era controllata da una commissione che avrebbe promosso la ribellione se fosse risultata necessaria. Il potere della monarchia si trovò quindi tra due fuochi, da un lato l’esercito e la pubblica amministrazione, dall’altro il parlamento.
Il modello della Magna Charta e i suoi rights and liberties favorirono nel XVII° secolo l’avvento del costituzionalismo inglese in quanto rappresentavano l’esistenza di antichi diritti e libertà e vennero impugnati anche dai rivoluzionari inglesi contro i Tudor, poi gli Stuart e il loro desiderio di una monarchia assoluta.
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