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La laicità del diritto nella cultura giuridica occidentale

La laicità del diritto nella cultura giuridica occidentale

A differenza di altre tradizioni come quella cinese, ebraica e islamica dove non vi è una separazione così definita tra religione e diritto inteso come regole positive, cioè poste dall’uomo, la cultura occidentale romana e contemporanea si distingue per dividere il sistema di regole razionali e positive da quello delle leggi morali e religiose.

Le prime infatti fanno parte della legge umana, mentre le seconde sono legate alla legge divina. Il diritto sarebbe per la tradizione occidentale un prodotto della storia e non la rivelazione di un’entità universale astratta. La separazione dei due ambiti permetterebbe quindi agli individui di relazionarsi in uno spazio pubblico comune, mentre al giurista di essere un interprete che non svolge funzioni morali e teologiche come in altri sistemi.




 

Nell’Europa cristiana, rispetto alla Roma classica, il confine fra diritto e morale si ricompose, poiché le regole religiose e quelle civili dovevano puntare all’unità. La cultura giuridica moderna tornò però nuovamente a scindere morale e diritto, considerandoli come due sistemi separati.

La laicità e la razionalità della cultura giuridica romana hanno lasciato un’eredità importante alla società contemporanea: ebbero il grande merito infatti di garantire alla persona uno spazio dove realizzare i propri interessi in modo autonomo e di vivere in una società aperta poiché basata su due leve in equilibrio tra loro ovvero egoismo e libertà.