Il sistema delle regole nella Roma arcaica: Ius e Fas 

 

Ius e Fas sono termini introdotti nella Roma arcaica, dove il concetto di giusto era relazionato con il volere di Giove la cui consigliera era Iustitia.

Il re aveva il compito di diffondere ciò che era ius come un oracolo e, a questo sistema più terreno, si affiancava il fas, regole connesse al divino contrapposte al nefas, ciò che non si doveva fare.




 

Mentre i Greci credevano in modo assoluto alla divinità e ne rispettavano il volere, gli esperti di riti Romani interpretavano e modificavano i segni, aggirando i divieti. Questo derivava anche da una visione della religione più utilitaristica: il fine ultimo era la pax deorum (rapporto contrattuale con gli dei) che si verificava con atti di culto che andavano a richiamare la protezione divina.

Fin dall’epoca arcaica si va delineando una certa separazione fra diritto posto dagli uomini ius e prescrizioni del fas. La società romana infatti era libera di costruire il proprio mondo terreno con regole positive, gli dei non erano interessati alle loro intenzioni bensì ai risultati delle azioni.

 

Mores maiorum


Per mores si intendono invece i costumi degli antenati. Per i romani erano i costumi a fondare il diritto e non le rivelazioni divine. Non tutti i costumi però diventarono diritto e anche fra ius e morale tradizionale si creò una precisa distinzione.

Per maggiori approfondimenti si consiglia la lettura di Elementi di storia del diritto romano di Giliberti Giuseppe, Ed. Giappichelli.

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