Il Senato in epoca repubblicana

Le funzioni del Senato e la composizione

Il Senato in epoca Repubblicana era composto da 300 notabili patrizi e plebei che diventarono poi 600 con Silla.

Ma quali erano le sue funzioni principali e i poteri che poteva esercitare sull’intera società romana del tempo?




 

  • Esercitava l’auctoritas, un potere morale e giuridico.
  • Amministra il Tesoro e autorizza le spese dei consoli.
  • Il suo dominio sul popolo non poteva essere messo in discussione.
  • Forniva direttive politiche ai magistrati che le rispettavano per evitare conflitti che avrebbero messo a rischio la legalità costituzionale.
  • Indirizzava direttive politiche (senatusconsulta) anche ai consoli.
  • In caso di conflitto poteva proclamare un provvedimento che sospendeva le garanzie costituzionali (il senatus consultum ultimum) una sorta di colpo di Stato.

 

La Lectio Senatus

Il Senato era inizialmente eletto dai consoli, poi con il plebiscito Ovinio del 312 a.C. questo compito venne affidato ai censori che ogni 5 anni si occupavano di confermare o aggiungere membri.

I nuovi senatori venivano scelti fra gli ex-magistrati, partendo prima dagli ex-consoli e proseguendo con gli ex-pretori e gli ex-edili curuli.

La magistrature plebee furono ammesse in Senato fra l’epoca dei Gracchi e la fine della Repubblica, mentre raramente erano eletti cittadini solo per meriti e non per carica ricoperta.

Ciò che più contava infatti era il rango magistratuale ottenuto e la qualifica di patrizi.

Il Senatore più anziano tra i patrizi ex-censori era il princeps Senatus che poteva prendere la parola per primo.

Il Senato era presieduto dal magistrato che lo convocava, non aveva infatti il potere di auto-convocarsi né la possibilità di presentare un ordine del giorno. Nonostante questa prassi, nessuno poteva interrompere un intervento perciò accadeva frequentemente che un membro potesse sviluppare altri argomenti e occupare il tempo in modo ostruzionistico. La votazione avveniva per discessionem, dirigendosi in due punti diversi della stanza. I senatori di rango minore non prendevano quasi mai la parola e per questo motivo venivano chiamati in modo ironico pedarii.

 

Di cosa si occupava praticamente il Senato?

  • Attivava la procedura dell’interregnum nel caso venissero meno i consoli
  • Deteneva l’auctoritas, il potere di approvare le decisioni delle assemblee popolari, le leggi e le nomine dei magistrati dopo averne controllato la forma, il merito e la legittimità. (Entrambi questi i poteri erano riservati ai patrizi dell’assemblea)
  • Amministrava l’Erario (entrate ed esborsi) e attribuiva fondi ai magistrati
  • Decideva le eventuali campagne belliche ma non dichiarava guerra (funzione dei comizi centuriati/curiati)
  • Organizzava le provincie e i magistrati che le governavano
  • Amministrava l’ager publicus e la sua distribuzione
  • Si occupava di politica estera e controllava la religione di stato e le nuove divinità
  • Deteneva un potere giurisdizionale nei confronti dei crimini politici e religiosi e poteva in questi casi istituire delle giurie straordinarie (quaestiones extraordinariae) non soggette alla provocatio ad populum (prassi abolita poi con la Lex Sempronia iudiciaria nel 123 a.C. all’epoca dei Gracchi)
  • Con la lex Publilia Philonis (339 a.C.) e la lex Moenia il parere del Senato diventò preventivo ma non vincolante e quest’organo iniziò a perdere sempre più la supremazia di cui aveva goduto nelle prime fasi repubblicane.

Per maggiori approfondimenti si consiglia la lettura di Elementi di storia del diritto romano di Giliberti Giuseppe, Ed. Giappichelli, il libro è disponibile anche usato qui.