Le assemblee politiche in epoca repubblicana: i concilia della plebe
I concilia plebis tributa (detti anche comizi) erano assemblee cittadine che raccoglievano solo una parte del popolo.
In origine non erano considerati un’assemblea ufficiale e non potevano eleggere magistrati. Questo compito venne invece riconosciuto dopo il pareggiamento delle classi, quando però ormai il termine plebs veniva utilizzato sia per riferirsi a chi era estraneo ai patrizi ma anche per indicare chi non faceva parte della nobilitas e dei cavalieri che rappresentavano il nuovo ceto dominante.
Chi presiedeva i concilia della plebe e funzioni dell’assemblea
I concilia erano assemblee presiedute dai tribuni.
Le funzioni principali erano:
- emanare provvedimenti che inizialmente non venivano equiparati alle leggi ma erano chiamati plebisciti
- eleggere i magistrati plebei
- presentare processi per multe da parte di tribuni o edili della plebe
A partire dal 471 a.C. anche i concilia furono convocati per tribù e, come per i comizi tributi, la superiorità numerica dei distretti rurali andava a scapito della plebe urbana. Inoltre la divisione fra nobilitas patrizio-plebea e plebe nel nuovo significato faceva sì che la magistratura plebea avesse perso le proprie caratteristiche contestative.
I concilia della plebe coincidevano quasi con i comizi tributi così, dopo il 286 a.C. e l’equiparazione fra plebisciti e leggi, si decise di convocarli anche per l’attività legislativa.
Quest’assemblea infatti non richiedeva gli auspici e per questo era più semplice da convocare e da portare a termine. Inoltre era più facile disporre dei tribuni che dei consoli che erano spesso fuori Roma.
Per maggiori approfondimenti si consiglia la lettura di Elementi di storia del diritto romano di Giliberti Giuseppe, Ed. Giappichelli.

