Cambiare noi per cambiare l’Europa, individuando nel nemico quelli che dicono “si è sempre fatto così”.
È questo il motto della conferenza stampa del 12 aprile del Governo Renzi che in un discorso fiume riassume i punti principali di una maxi manovra che interessa diversi aspetti, dall’economica alla politica fino all’occupazione.
Il dato più interessante per i lavoratori sono i 1000 euro annui in più in busta paga che scatterà a partire dal 1° maggio 2014.
Dal 1° di maggio quindi vi saranno 10 miliardi di euro di aiuti a chi guadagna meno di 1.500 euro mensili.
Destinatari del provvedimento:
- lavoratori dipendenti o assimilati
- limite di € 25.000 lordi annui che significano circa € 1.500 netti al mese
Nello specifico i lavoratori interessati sono:
- Chi guadagna fino a € 8.000 l’anno (circa 450 mila persone)
- Chi guadagna da € 8.000 a € 15.000 (oltre 2 milioni di persone)
- Chi guadagna da € 15.000 a € 20.000 (3 milioni e 267 mila persone)
- Chi guadagna da € 20.000 a € 30.000 (circa 5 milioni e 600 mila persone)
Il provvedimento quindi vedrà € 1.000 in più all’anno in busta paga di ogni singolo lavoratore con queste caratteristiche.
Secondo Renzi è una misura di portata storica, un meccanismo di serietà e di equità, un segnale della politica che dà il buon esempio, limando gli eccessi a cui abbiamo assistito in passato.
Non vi saranno aumenti di tassazione ma la fonte di finanziamento di questa maxi manovra deriverà da una stretta della cinghia a livello statale (meno consulenze, auto blu, corsi di formazione…), la famosa spending review di cui si parla diffusamente negli ultimi tempi. Il totale generato dalla spending review è di massimo 7 miliardi di euro per il 2014.

