Glossatori, Commentatori e Culti: diritto romano e cultura giuridica europea
Chi erano i Glossatori?
Fin dal XI secolo a Bologna una scuola di diritto con a capo il maestro Pepo si dedicava alla lettura dei frammenti di testi romani. Dal XII secolo in poi, anche grazie alla spinta di Matilde di Canossa, l’allora vicaria imperiale per l’Italia, si iniziò a studiare il diritto in modo laico e ad insegnarlo.
In questo scenario iniziarono la loro attività i Glossatori, studiosi che, guidati dal grande giurista Irnerio e dai suoi successori, si occupavano di leggere e spiegare i passaggi più oscuri (glossae) del Digesto in primis, ma anche di altre parti del Corpus Iuris.
Si trattava di un’attività didattica che attirava studiosi da tutta Europa e il lavoro meticoloso venne raccolto in alcune Summae e nella Glossa Ordinaria.
Diritto civile e diritto canonico
In questo periodo nacque quindi il bisogno di conoscere e approfondire il diritto romano raccolto da Giustiniano in quello che viene chiamato Corpus Iuris Civilis, a cui si contrappone il diritto canonico, organizzato nel Decretum da Graziano (1075/1080 – 1145/1147), monaco e giurista italiano, sempre in quel di Bologna.
Chi erano i Commentatori?
I Commentatori furono dei maestri italiani del XIV secolo che non limitarono la propria attività al semplice glossare i testi come i Glossatori, bensì li commentarono impiegando il metodo dialettico e li inserirono in opere monografiche. La scuola omonima di cui facevano parte fu rappresentata da personalità quali Cino da Pistoia e Baldo degli Ubaldi ed ebbe il merito di collegare il diritto romano alle consuetudini, agli statuti dei comuni e al diritto canonico.
In questo modo fu possibile favorire una certa interpretazione evolutiva dei sistemi normativi del periodo.
Chi erano i Culti?
I Culti furono degli studiosi grazie ai quali fu possibile iniziare un’analisi storica del diritto romano, un approccio diverso più attento alle ragioni scientifiche che alla pratica forense. I Culti erano esponenti di una cultura di matrice rinascimentale e umanistica del XVI secolo. In quel periodo, soprattutto per mano dei francesi, si iniziò ad indagare la natura razionale e metastorica del diritto romano, venne riletta la letteratura dell’epoca greco-romana e riprese sia la filosofia che in generale le forme artistiche precedenti il Medio Evo.
In questo frangente anche il Digesto venne riletto come un documento storico e recuperato nel suo contenuto originale, prima dell’intervento armonizzante della commissione di Giustiniano.
Per maggiori approfondimenti si consiglia la lettura di Elementi di storia del diritto romano di Giliberti Giuseppe, Ed. Giappichelli, il libro è disponibile anche usato qui.