Gli status personarum e la condizione delle persone nel Basso Impero

A partire dalla fine del III secolo una delle novità del Basso Impero rispetto al Principato fu la modifica negli status personarum.

La popolazione libera dell’Impero era infatti composta da cittadini/sudditi che non partecipavano più alla vita politica e le cui funzioni economiche, militari e amministrative, a partire da Diocleziano, divennero ereditarie.

 

Humiliores e honestiores

Già nel Principato la cittadinanza non era solo divisa in patrizi, plebei, nobili, cavalieri, liberti ecc… ma anche in humiliores (la plebe) e honestiores che esercitavano il potere (classi dirigenti e medie, sia di origine romana che municipale)

 

Senatori ed equites

Il Senato durante il Basso Impero non esercitava più funzioni politiche fondamentali ma deteneva piuttosto un potere legato al prestigio, dedicandosi ad attività economiche e ampliando i propri latifondi. Gli equites invece persero man mano il proprio ruolo (a favore della classe senatoria e degli ordini curiali) fino a scomparire nel IV secolo.

L’esercito (composto per la maggior parte di peregrini) invece acquisì un nuovo potere. Era una classe retribuita e aveva il privilegio di disporre di un patrimonio personale ottenuto sotto le armi (peculium quasi castrense). La loro funzione divenne ereditaria, come del resto quella dei funzionari imperiali che restavano nella pubblica amministrazione 20 anni. Questa classe sociale, oltre a venir giudicata dai loro colleghi, godeva di esenzioni fiscali e di uno stipendio per lo più in natura.

Ereditaria fu anche la funzione dei decurioni, obbligati a riscuotere le imposte, e lo stesso avvenne per gli imprenditori e operai che esercitavano una professione importante per l’Impero.

 

Il colonato

I contadini liberi però ebbero la peggio, trattenuti a forza nel fondo e sottoposti dalla fine del III secolo alla servitù della gleba chiamata anche colonato.

Il colono era un fittavolo obbligato in modo ereditario e coltivare con la propria famiglia un pezzo di terra. Non poteva allontanarsi dal fondo e nemmeno essere mandato via dal padrone (in caso di vendita della terra passava al nuovo proprietario).

Il colono pagava un canone fissato fin dall’inizio del rapporto ed era obbligato a prestazioni lavorative. Questo legame con il fondo era giustificato da motivi fiscali: gli affittuari nullatenenti pagavano le tasse tramite il padrone che anticipava la somma e poi si rivaleva su di loro alla riscossione del canone, erano registrati nella dichiarazione fiscale del proprietario e considerati accessori animati che sarebbero rimasti per tutta la vita sulla gleba non potendo nemmeno disporre dei loro beni senza il consenso.

I fittavoli erano invece (fino alla parificazione del 491) proprietari di una piccola porzione e registrati a nome proprio, pagavano di persona le imposte e rimanevano liberi cioè non sottoposti alla potestà del proprietario.

Il colonato era uno status che si acquisiva per nascita, per accordo con il padrone, per prescrizione o per legge (es. i barbari, i vagabondi…)

Accanto ai coloni liberi vi erano poi degli schiavi rurali registrati come attrezzatura, legati alla gleba e senza possibilità di manumissione o di essere venduti separatamente dalla terra.

Il fenomeno del colonato, e le figure di contadini trattati non come uomini liberi ma nemmeno come schiavi, fece crollare il principio che la libertà personale non potesse essere limitata e preparò le condizioni per il servaggio tipico dell’Occidente medievale.

 

Il patrocinio

La condizione dei coloni e il nuovo sistema sociale portò dei vantaggi alle classi dirigenti composte da senatori, curiali, ufficiali e vescovi i quali iniziarono a ricoprire una funzione di parentes.

Il loro potere li portava infatti a chiedere esenzioni fiscali o a corrompere altri funzionari instaurando una forma di rapporto clientelare più evoluto: una forma illecita di protezione verso le classi più deboli come piccoli proprietari e coloni. Questa protezione, spesso imposta, fu uno dei motivi della dissoluzione sociale nel tardo impero e la crisi dell’autorità pubblica nelle campagne.

 

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