Giustiniano, le Institutiones, la seconda edizione del Codice Giustinianeo e le Novellae.
Le Institutiones
Oltre a voler conferire certezza al diritto e risolvere le contraddizioni diffuse nelle fonti giurisprudenziali, il progetto di Giustiniano era anche rivolto a sostituire le Istituzioni di Gaio con un manuale ufficiale per le scuole di diritto. Nel 533, pochi giorni prima della pubblicazione del Digesto, con la costituzione Imperatoriam maiestatem fu presentato un testo redatto da alcuni professori coordinati da Triboniano.
Il testo delle Institutiones Iustiniani Augusti (Elementa) era un’introduzione al diritto civile e dava agli studenti anche un’idea della storia del diritto romano.
Le Institutiones erano strutturate in 4 libri, divisi in titoli e paragrafi:
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Libro I = giustizia e diritto, diritti delle persone e diritto di famiglia
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Libro II = cose, proprietà, diritti reali, donazioni, testamento
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Libro III = successione, obbligazioni da contratto
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Libro IV = obbligazioni da delitto, azioni civili e de publicis iudiciis
Il testo seguiva uno schema dialettico secondo la suddivisione personae / res / actiones.
Per le Istituzioni furono utilizzate opere già lavorate per il Digesto (Istituzioni di Gaio, Res cottidianae e opere di vari autori) e furono presentate non in forma di antologia ma in modo da offrire un discorso continuativo, una lunga lezione di diritto rivolta dall’imperatore agli studenti.
Nella costituzione Omnem l’imperatore spiegò le finalità di quest’opera volta a riformare gli studi giuridici con un manuale introduttivo per gli studenti del primo anno. Finalmente si sarebbe data organicità al corso, utilizzando solo lo ius utile ed eliminando le compilazioni giurisprudenziali utilizzate dai docenti fino a quel momento (es. Istituzioni di Gaio, Responsi di Paolo ecc…).
I primi quattro anni gli studenti avrebbero quindi letto le Institutiones e cinque parti del Digesto, l’ultimo anno invece le leges del Codice, studiando non su un’opera di diritto ma su una compilazione di iura (principi estrapolati da editto e altre opere) con forza di legge.
La seconda edizione del Codice Giustinianeo
La grandezza dei Digesta e delle Istituzioni spinsero Giustiniano a voler tornare sul Codex per aggiornarlo con le nuove costituzioni emanate dall’imperatore.
Anche in questo caso venne chiesto a Triboniano di modificare il Codex in quella che fu la versione pervenutaci (Codex repetitae praelectionis).
I compilatori avevano il compito di riportare solo le costituzioni vigenti, anche manipolandone il contenuto. L’opera finale pubblicata nel 534 non era molto lontana dalla precedente, si divideva in 12 libri (come XII Tavole) e in titoli con una rubrica. Ogni titolo riportava le leggi da Adriano a Giustiniano in ordine cronologico e ogni costituzione citava il nome dell’imperatore, il destinatario, la data e il luogo.
Il libro I affrontava il diritto ecclesiastico, le fonti del diritto e i funzionari imperiali; il libro II le procedure giudiziarie, dal III all’VIII il diritto privato, il libro IX il diritto penale, mentre gli ultimi libri l’amministrazione e il diritto tributario.
L’imperatore proibì di modificare il Codex anche se ovviamente sarebbero state emanate altre costituzioni.
Le Novelle e le fonti post-giustinianee
Insieme al nuovo Codex fu annunciata anche la quarta parte della compilazione: una raccolta di Novellae costitutiones.
Si trattava di un aggiornamento del Codex che non fu mai ufficialmente pubblicata ma di cui si ha notizia tramite raccolte private.
Queste costituzioni si riferivano principalmente all’Oriente, quindi erano scritte in greco, e trattavano problemi amministrativi, ecclesiastici, di carattere processuale e successorio.
La prima raccolta si riferisce a 122 costituzioni in ordine cronologico rivolte ad un pubblico di pratici; la seconda era una raccolta orientale con 134 costituzioni latine e greche dal testo complesso e autenticate dal giurista Irnerio intorno al 1000/1100; la terza raccolta invece conteneva 168 novellae greche per la maggior parte di Giustiniano.
Nonostante l’ordine di Giustiniano di non commentare le compilazioni per non incorrere nel reato di falso, furono redatte molte versioni, commenti, parafrasi con note e sintesi. La codificazione di Giustiniano di fatto era di difficile applicazione, soprattutto il Digesto, quindi in Oriente negli anni successivi venne sostituita da compendi e riformulazioni in lingua greca.
Anche in Occidente non trovò terreno fertile e la sua diffusione fu ostacolata a causa dell’invasione dei Longobardi del 568.
La decadenza della cultura giuridica era ormai un processo iniziato ancora prima di Giustiniano che si protrasse fino alla rinascita della giurisprudenza europea grazie al lavoro di Irnerio e della scuola Bolognese che portarono alla diffusione del Corpus Iuris in 5 libri: 3 libri per il Digesto, il quarto per i primi 9 libri del Codex, il quinto per le Istituzioni, gli ultimi tre libri del Codex e le Novelle della raccolta orientale.
Per maggiori approfondimenti si consiglia la lettura di Elementi di storia del diritto romano di Giliberti Giuseppe, Ed. Giappichelli. Il libro è disponibile anche usato a prezzo ridotto qui

