Dal 2013 fattura elettronica e cambiamenti in materia di prestazioni intracomunitarie.

 

Fattura elettronica, IVA per cassa, nuovi obblighi per quanto riguarda l’emissione e le tempistiche di fatturazione: queste sono solo alcune delle novità in materia di fiscalità internazionale che sono entrate in vigore all’inizio di questo nuovo anno e che coinvolgono le prestazioni di servizi in ambito intracomunitario.

Il 2013 sembra infatti porsi fin da subito come un anno spartiacque, con cambiamenti che impongono nuovi vincoli ma anche semplificazioni per i contribuenti. Il tempo per fronteggiare questo nuovo scenario è stato limitato e le imprese, già frustrate da un’imposizione fiscale elevata e da una burocrazia complessa, dovranno rispettare e adeguarsi velocemente a queste ulteriori nuove procedure necessarie per uniformare le prestazioni e gli scambi intracomunitari ma anche positive se pensate in un’ottica di maggiore efficienza.



 

Andando a riassumere, fra le nuove regole quella che sicuramente riscuote maggiormente l’interesse degli operatori è l’avvento della fattura elettronica (di cui si parlava già nel 2004) che, fin da subito, andrà a parificarsi e in seguito a sostituire quella cartacea. Si tratta di un documento informatico che garantisce e identifica in modo preciso il soggetto emittente, va trasmesso in modalità elettronica e, come requisito principale, prevede l’accettazione da parte del destinatario. Le fatture elettroniche vanno conservate su supporti informatici.

Per quanto riguarda invece le tempistiche, la fattura dovrà essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo alle operazioni effettuate. Questa novità interessa sia le cessioni di beni sia qualsiasi altro servizio generico eseguito verso soggetti passivi versanti l’imposta in territorio UE ed extra UE.

Una manovra quindi prevista dal D.l. 11 dicembre 2012 n. 216 chiamato anche Salva-Infrazioni che, andando a recepire la direttiva 2010/45/UE, imporrà dei cambiamenti a livello normativo nel nostro ordinamento, eviterà al nostro paese di incorrere nelle severe procedure sanzionatorie previste dall’Unione Europea in caso di inadempimenti e continuerà l’azione anti evasione fiscale intrapresa nei confronti degli operatori che attuano regolarmente scambi intracomunitari.