La giurisprudenza pontificale.

I mores rappresentano una fonte del diritto fino alla loro codificazione nelle XII Tavole con le quali, pur restando alla base del diritto romano, vennero rielaborati e superati dalla successiva giurisprudenza e dalle leggi popolari.

Prima della codificazione solo il re e il collegio pontificale potevano interpretare il fas. Uno dei membri annualmente offriva responsi ai privati che si interrogavano su questioni di interpretazione dei costumi degli antenati, e successivamente anche sulle XII Tavole e le altre leggi. Il responso era privato, indiscutibile e non sottoposto al controllo del popolo. Lo stile era secco e autoritativo, senza giustificazioni che motivassero i criteri impiegati.




 

Il collegio pontificale inoltre teneva il calendario giudiziario stabilendo i giorni fas per i processi e custodendo le procedure e le regole consuetudinarie.

 

Dal sistema consuetudinario al diritto giurisprudenziale

Con il decemvirato e la scrittura delle XII Tavole vennero introdotte nuove norme che si allontanavano dai mores e si ispiravano alla giurisprudenza. Le norme però non contraddicevano la tradizione ma la sviluppavano implicitamente, in senso evolutivo.

In questo modo l’ordinamento veniva aggirato, talvolta facendo leva sullo stesso formalismo che lo caratterizzava.

Ad esempio il versetto delle XII Tavole che stabiliva che un padre che vende il figlio tre volte lo rende libero, venne utilizzato anche per emancipare il figlio e farlo diventare paterfamilias.

L’attività degli esperti (tecnici del diritto, esponenti della classe dirigente che modulavano il diritto in base ai proprio interessi) quindi era quella di partire da una norma rigida, di interpretarla in modo innovativo e di crearne una nuova.

Con le XII Tavole si comprese la capacità del popolo di auto-organizzarsi e si passò da una giurisprudenza religiosa e riservata ad una pubblica e soprattutto con caratteristiche laiche. Proprio la pubblicazione del codice rese possibile, non solo ai pontefici ma anche ai patrizi, conoscere la formulazione dei mores e porre fine, verso gli ultimi anni del IV secolo a.C., al monopolio dell’interpretazione ponendo le basi per la laicizzazione della giurisprudenza.

Per maggiori approfondimenti si consiglia la lettura di Elementi di storia del diritto romano di Giliberti Giuseppe, Ed. Giappichelli, il libro è disponibile anche usato qui.