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Il Cristianesimo e l’Impero

Il Cristianesimo e l’Impero

Fino all’avvento di Nerone le comunità cristiane dell’Impero non erano riconosciute a livello ufficiale e l’atteggiamento imperiale nei loro confronti non era certo ostile in quanto vi era libertà di culto e predicazione.

Il cristianesimo non si distingueva particolarmente dall’ebraismo e in ogni caso si cercava di appianare gli eventuali contrasti.

Con Nerone nel 62-63 l’orientamento della politica fu invece volto al controllo ideologico con una precisa strategia persecutoria contro i cristiani e gli stoici, poi ripresa anche da Domiziano che accusò i cristiani di abbandono delle tradizioni romane.

 

L’accusa fu confermata anche dagli Antonini che però erano legati a ideali cosmopolitici quindi non manifestarono in modo evidente la loro ostilità. Con Adriano si decise di non perseguitare in modo arbitrario i Cristiani e di condannarli solo con un regolare processo, ma in generale si alternarono fasi repressive ad altre più caute.

Nonostante ciò alla fine del II secolo il Cristianesimo era riuscito a diffondersi in ogni parte dell’Impero e anche a corte.

A nulla valse il tentativo di apertura verso le nuove religioni da parte dei Severi e il desiderio di restaurazione pagana di altri imperatori: nel 260, con l’Editto di Gallieno e il permesso di professare la propria fede, anche la religione cristiana venne legittimata e, in seguito alla repressione di Diocleziano, Costanzo e poi Costantino metterono fine alle persecuzioni (in Oriente già nel 311 con Galerio).

A partire dal 313 Costantino rimase pontefice massimo della religione tradizionale ma impose di tollerare il culto cristiano e di restituire i beni ecclesiastici (Editto di Milano) favorendo così il nuovo culto e contrastando quelli antichi, inclusi quelli privati e presso i tempi che vennero distrutti.

Con Teodosio e l’Editto di Tessalonica del 380 i sudditi furono poi obbligati ad aderire alla religione cristiana.

 

Per maggiori approfondimenti si consiglia la lettura di Elementi di storia del diritto romano di Giliberti Giuseppe, Ed. Giappichelli. Il libro è disponibile anche usato a prezzo ridotto qui