I beni del popolo romano e l’organizzazione finanziaria
La struttura dell’impero romano rimase sempre legata al modello della città-stato con un bilancio pubblico modesto, magistrature rivestite senza remunerazione, la mancanza di un sistema di istruzione pubblica e di previdenza e la presenza di un esercito non professionale. Il personale stipendiato era limitato a pochi elementi, mentre gli schiavi venivano impiegati per i lavori pubblici.
Anche i giochi e la costruzione di templi erano organizzati sulla base di una contribuzione volontaria, spesso per esigenze legate alle campagne elettorali.
Quali erano allora le fonti di spesa pubblica in età Repubblicana?
La spesa pubblica era rivolta prevalentemente alla distribuzione di vino, olio e grano a prezzo politico, in conseguenza della lex Sempronia frumentaria 132 a.C.
Da cosa era composto il patrimonio dello Stato romano?
Alcuni elementi che caratterizzavano il patrimonio dello Stato romano erano le miniere, gli schiavi, le dogane, le tasse e i pedaggi, l’imposta fondiaria pagata dai provinciali e l’imposta sulla manomissione degli schiavi, ma il più importante era l’ager publicus.
L’ager publicus veniva sfruttato direttamente, distribuito esente da tributi, locato dai censori ai privati oppure concesso non in proprietà, magari in cambio di manutenzione.
L’ager publicus poteva anche essere venduto dai questori. Il compratore in questo caso acquisiva diritto di proprietà gravato da imposta, poteva tramandarlo ma non rivenderlo.
Spesso l’ager publicus era in mano alle famiglie più ricche che non pagavano un canone per occuparlo perciò, pur essendo una voce importante del patrimonio, non rendeva molto allo stato. È bene ricordare inoltre che nello Stato romano la proprietà quiritaria non era sottoposta ad imposte e non esistevano nemmeno imposte personali dirette che sarebbero sembrate un segnale di mancanza di libertà.
I tributi
Con la guerra di Veio si dovette procedere ad un reclutamento anche degli strati più poveri del popolo, con il problema di dover mantenere l’esercito.
Il Senato istituì quindi lo stipendium e il tributum, un prestito di guerra il cui ammontare era proporzionale alla ricchezza. Lo Stato in molti casi procedette anche al rimborso di questo credito.
L’esazione era compito dei tributi aerarii, cittadini più ricchi che garantivano per i membri della propria tribù.
Dopo varie vicissitudini che videro il tributum abolito, ripristinato, limitato ad una percentuale, nel 36 Ottaviano tolse la contribuzione la sostituì con un’imposta di successione del 5% che andava all’erario militare.
L’Erario
L’Erario o in altre parole il Tesoro di stato era custodito in Campidoglio da questori del tempio di Saturno. In caso di circostanze straordinarie era possibile accedere ad una riserva aurea che veniva foraggiata dall’imposta sulla manomissione degli schiavi.
Per maggiori approfondimenti si consiglia la lettura di Elementi di storia del diritto romano di Giliberti Giuseppe, Ed. Giappichelli. Il libro è disponibile anche usato a prezzo ridotto qui