Avvocati e metodo topico nella giurisprudenza laica dell’età Repubblicana
La figura e la funzione degli avvocati
La professione di patrocinatore legale era un’attività gratuita come quella di giurista e a confermarlo, nonostante la realtà smentisse questa situazione, è anche una Lex Cincia del 203 che prevedeva che questa attività dovesse essere svolta senza accettare né doni né denaro, in quanto la ricompensa sarebbe stata la popolarità, molto utile per la carriera politica.
Vi erano diverse tipologie di patrocinatore a cui le parti in causa potevano rivolgersi:
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patrono se si trattava di cittadino eminente, esperto dell’arte oratoria
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avvocato se era un conoscitore del diritto (per advocatus si intendeva anche una persona autorevole chiamata ad affiancare la parte per impressionare il giudice)
L’avvocato era un esperto di tecnica oratoria e non necessariamente anche di diritto, in quanto si rivolgeva spesso ad un giurista per le situazioni più complesse. Poteva assistere la parte sia davanti al magistrato (postulatio) che davanti al giudice (defensio), non sostituiva la parte se non in alcuni casi del processo civile (cognitor = persona a conoscenza dei fatti presentata e accettata dalla controparte | procurator = procuratore alla lite)
Dalla metà del II secolo gli avvocati/oratori iniziarono a sostituire i giuristi nei tribunali. Questi ultimi, pur rimanendo maestri e consulenti degli avvocati, rinunciano all’oratoria per dedicarsi alla loro arte anche perché la loro tecnica di argomentazione e la preparazione retorico-filosofica era nettamente inferiore a quella degli oratori. Il fenomeno non era ben visto e molti giuristi e studiosi del periodo chiesero di integrare i due saperi.
L’orazione e il metodo topico
La buona riuscita di un arringa poteva garantire all’avvocato successo professionale e politico.
L’orazione si divideva in quattro parti:
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esordio – introduzione per la captatio benevolentiae
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narrazione – esposizione breve dei fatti per punti con brevi digressioni
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argomentazione – presentazione degli argomenti probatori e obiezione alle affermazioni della controparte
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epilogo – riassunto della situazione con un finale coinvolgente volto a suscitare indignazione o compassione
La preparazione del discorso era basata sull’inventio (analisi degli argomenti a favore e di quelli contro) attraverso precise strategie di argomentazione imparate nelle scuole di retorica che prevedevano un repertorio fisso di argomenti chiamati luoghi o loci (questioni generali o problemi connessi con una materia).
Anche la disposizione degli argomenti, la memorizzazione e la declamazione richiedevano uno studio accurato, ma certamente l’inventio era la parte più importante.
La procedura con cui era sviluppata è chiamato metodo topico, una tecnica di argomentazione che risale ad Aristotele e che muove da opinioni non certe ma verosimili, fatte proprie dalle maggioranza o dagli esperti.
Dall’applicazione della topica all’oratoria giuridica nasce la dottrina degli status causae la quale, attraverso un repertorio di loci, aiuta l’avvocato ad individuare le questioni da sviluppare e le prove da presentare (artificiales cioè dati di fatto, esempi e argomenti logici oppure inartificiales come la giurisprudenza, la denuncia, la confessione e il giuramento). Inoltre quando è a corto di argomenti fornisce un repertorio di idee stereotipate a cui attingere.
Gli status che possono essere usati nell’orazione invadendo spesso il campo del giurista sono:
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Status razionali = riguardano una controversia sulla ricostruzione dei fatti che può riguardare definitio (la definizione dei fatti), qualitas (analisi delle intenzioni, cause, conseguenze, circostanze…), coniectura (ricostruzione fatti e accertamento dell’autore), translatio (contestazione competenza del giudice).
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Status legali = riguardano l’interpretazione delle norme e si riferiscono a status scripti et voluntatis (contrasto tra scritto e reali intenzioni dell’autore), antinomia (conflitto tra norme) ambiguità della legge (più interpretazioni), analogia (quando al caso è possibile applicare una soluzione trovata per una fattispecie simile)
Per maggiori approfondimenti si consiglia la lettura di Elementi di storia del diritto romano di Giliberti Giuseppe, Ed. Giappichelli. Il libro è disponibile anche usato a prezzo ridotto qui

